Il Silenzio è una perla (anche in Montagna)

Che cos’è il silenzio?

Dove lo si trova?

Perché è più importante che mai?

Il libro di Erling Kagge si intitola appunto “Il Silenzio”. Sempre per quelle combinazioni astrali che a volte ci raggiungono, Kagge ha presentato e dialogato con il nostro Franco Michieli a Torino Spiritualità lo scorso autunno, il tema era sempre il silenzio. Nel suo libro cerca di dare 33 risposte possibili.

E’ cosa c’entra il Silenzio con la Montagna? Direi moltissimo anzi è fondamentale ritrovare la risposta alle tre domande poste dall’autore all’inizio del libro, soprattutto se parliamo di Montagna. Un luogo che sta diventando sempre di più un parco di divertimenti più cittadino che altro, una questione che in molti si stanno ponendo, viste le recenti proposte sparse qui e là (questione urgente anche per la mancanza di neve: è davvero la risposta il luna park?).

Esempio eloquente: qualche settimana fa, una località sciistica lombarda ora quasi in disarmo per mancanza di neve, cercava il rilancio attraverso un festival “DJ Set” presentandolo come sinergia totale tra uomo e montagna. Stay high Stay foolish (…)

IResto in silenzio ergo sono nel mondo. Cercare il silenzio non per voltare le spalle al mondo come un novello snob eremita, come molti superficiali potrebbero pensare, ma per osservarlo e capirlo. Ed ecco il legame con il luogo, il Genius loci, il paesaggio, la Montagna. Che tua sia in una strada di città, in un sentiero, in un bosco, nell’Artide come al Polo Sud, il silenzio è la componente fondamentale che ti aiuta non solo a capire dove sei ma soprattutto chi sei.

Avete notato invece, come oggi il silenzio sia percepito come un vuoto inquietante da riempire in qualsiasi modo? Musica nei locali, nei mezzi pubblici, negli uffici, nei negozi…ovunque…anche in Montagna. Senza contare che i silenzi nelle conversazioni sono definiti quasi sempre “imbarazzanti”.

Quando sbagliamo strada in auto siamo costretti a fermarci, guadare il navigatore, abbassiamo il volume dello stereo chiedendo agli altri passeggeri di stare zitti e trovare la strada giusta, raccogliendo i pensieri. La sola cosa che conta in quel momento. (nella risposta 16 il richiamo più evidente) è ritrovare la strada e ritrovarci.

In media perdiamo la concentrazione ogni otto secondi: la distrazione è ormai uno stile di vita e l’intrattenimento perpetuo un’abitudine. Ebbene sì anche in Montagna.


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